Sunday, March 7, 2010

La bontà della "Grande Mela"...

Quando visito un Paese diverso dall'Italia, a colpirmi, oltre ai rumori del luogo, sono gli odori...L'odore del cibo, racconta una parte di storia del luogo che stiamo visitando o in cui viviamo...
Essendo una buona forchetta...e su questo non ci sono dubbi...
:-)sono particolarmente attratta dalle ricette tipiche delle altre Nazioni, anche se, ad incuriosirmi, e non poco..., sono i piatti americani che ovviamente non si limitano ad hamburger e bistecche...
A New York City, per via dei miscugli di razze che popolano la City, è difficile alzare il nasino e captare il profumo di un cibo particolarmente newyorkese...ma basta guardarsi attorno per individuare la bontà della "Grande Mela"... Poco importa ai milioni di abitanti e turisti che camminano tra streets e avenues se il cibo che continuamente, ogni istante della giornata, mangiano è tipicamente newyorkese, o se è italiano, giapponese, cinese, messicano,indiano ecc...ecc... ma di sicuro non rinunciano alle loro specialità, come noi non rinunciamo a pasta e pizza...a queste non rinunciano neanche loro...:-)
Chi passeggiando per le strade della City non si è fermato ad uno dei tanti carrettini, agli angoli, per comprare un Pretzel salato?
E chi non ha ammirato, nella vetrina di una delle tante bakery, una cheesecake?










Chi, colto dai sensi di colpa, per le troppe calorie ingurgitate in America, non ha mai pensato di mantenersi leggero...con una Walford salad?














Chi di voi, non ha ancora assaggiato un bagel appena sfornato, farcito con cream cheese? Insomma, nella città dove si mangia a tutte le ore, il cibo non manca e soprattutto il must newyorkese è spesso rappresentato dalla sigla AYCE All you can eat...Tutto quello che puoi mangiare...ed in molti casi a prezzo fisso ;-) Per noi europei, tutto ciò è davvero troppo...ma vale comunque la pena assaggiare, anche se in piccole quantità (altrimenti rischieremmo di entrare, ben presto, nel programma contro l'obesità di Michelle Obama...), le bontà della Grande Mela...:-)
Le prime volte a NYC, mi stupivo quando vedevo mangiare i newyorkesi, non riuscivo a credere ai miei occhi e pensavo: ma come fanno a magiare così tanto..? Mangiano, mangiano, mangiano, se nevica li vedi con un trancio di pizza per strada, sotto la neve. Se piove, con una mano tengono l'ombrello e con l'altra un caffè o un sandwich, quando c'è il sole si stendono sui prati di Central Park a mangiare hot dogs...ma vi chiederete...oltre ad ingrassare, non hanno mai mal di stomaco? Presto fatto...una pilloletta contro il mal di pancia e continuano a mangiare...loro non possono sentire il classico languorino allo stomaco, così al primo brontolio, si fiondano su quello che hanno davanti...:-) qualunque cosa sia...;-) ma non pensiate che siano solo dei divoratori di cibo, perché loro apprezzano la buona qualità ed amano i loro piatti tipici.
La New York cheesecake è un dolce antico e tipicamente newyorkese anche se è tratta da alcune ricette del XX secolo dei quartieri degli immigrati, ne esistono molte varianti, personalizzate da pasticceri di varie origini, ma la classica cheesecake ha le fragole ed è ebrea. E' una torta al formaggio con ricotta, panna, cream cheese e sopra tante fragole.
E poi ci sono i bagels, delle soffici ciambelle di pane, prima bollite poi cotte al forno. I bagels si trovano in tutta l'America, ma solitamente, negli altri Stati americani sono solo cotti al forno, mentre quello che li rende speciali è la bollitura che viene fatta solo a New York.

La Walford salad, l'insalata di mele che fu inventata al celebre Walford Astoria Hotel e che oggi si trova in molti menù della City, così come la Caesar salad.












Posso rinunciare alla New York cheesecake, ma il mio must sono sicuramente la carrot cake (la migliore mangiata è quella del News café di Miami)e l'american apple pie. La prima è la classica torta di carote con farcitura di cream cheese e tante noci pecan e spezie varie, (la mia Carrot cake)
mentre la seconda è una soffice crostata di mele fatta con pasta brisée. Inutile dirvi...che mi piacciono talmente tanto che ho imparato a farle in casa...anche se a volte le quantità americane non sono adattabili a quelle italiane...e quindi, le prime volte, prima di raggiungere la perfezione :-) si rischia una torta più grande della tortiera...:-)

Ma, si sa, la grandezza dell'America si misura anche in cucina...;-)

Xoxo Keep in touch Newyorkers...

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