Saturday, November 21, 2009

La magia di quella notte al Plaza...

Una notte magica, tra le pozzanghere della City e la nebbia fitta che avvolge i grattacieli. Da lì a poco la serata sarebbe andata avanti con un tocco di romanticismo d'altri tempi... Mi sembrava di stare dentro la locandina di un film degli anni '60. Dopo una battente pioggia che per tutto il giorno non ha abbandonato NYC, torna il sereno, anche se l'aria è fresca e pungente e gela le mie orecchie, coperte da due ears muffs di peluche nero. Salterellavo, con il mio vestitino corto e gli inseparabili stivali di gomma tra una pozzanghera e l'altra, attraversando uno dietro l'altro, i blocchi tra la 61th e la Lexingtoon, la 57th e Park Avenue, fino a giungere, finalmente, a quel famoso angolo del mondo con la Fifth Avenue... Difronte ai miei occhi...in tutto il suo splendore... The Plaza...l'albergo dove furono di casa Truman Capote ed Ernest Hemingway...Quel meraviglioso palazzo che sembra uscito dalla matita di Walt Disney, con le punte e i colori che ricordano un castello delle fiabe.

Un'inevitabile sospiro esce dalle mie labbra e un sorrisetto incantato compare sul mio viso: "Wow, non mi abituerò mai a tanta meraviglia!". Via con il cambio scarpe...stivali in borsa e Manolo dorate ai piedi...pochi passi ed eccomi su quel carpet rosso...il portiere fa girare la porta dorata... e come Alice nel paese della meraviglie...eccomi catapultata all'interno del Plaza...
Poca gente all'interno, qualche tavolo occupato da un paio di coppie. E' più forte di me, non posso non curiosare dentro quel posto magico...Attraversato il grande ingresso con il tavolo centrale pieno di peonie color crema con sopra un gigantesco lampadario di cristallo, mi dirigo verso lo Champagne bar... per poi salire lungo le scale di legno che mi conducono verso il The rose club...luci rosate, sedie in pelle di coccodrillo ed un lungo bancone di legno...Ambiente raffinato, ma si percepisce chiaramente che quella decina di persone sedute a chiacchierare sono clienti dell'albergo e non newyorkesi, giusto qualche arabo e un gruppetto di chiassosi russi.
Tanto per cambiare sono in ritardo...corro in fondo alle scale per sfrecciare verso il mio appuntamento, attraverso il lungo corridoio di marmo che mi porta nell'immensa sala da pranzo Grand Ballroom, con le tende di seta ed i tavoli addobbati a festa, come se ci fosse sempre una coppia pronta a sposarsi e ad aprire le danze nella romantica sala...Finalmente, eccomi davanti alla mitica Oak room...cappotto e borsa al guardaroba e via dentro la storica sala che conta oltre 100 anni e che inizialmente era un posto per soli uomini, dove si poteva fumare qualche sigaro...Luci basse, tavoli pieni di gente...Incredibile, sembra proprio di far parte della pellicola "Intrigo internazionale" con Cary Grant...ma spero proprio che ad essere rapita non sia io...:-) Al pianoforte suonano una splendida musica...si tratta di My lady, my child di Keith Jarret...Fantastico! Raggiungo al tavolo i miei amici e mi siedo dando le spalle alla finestra...si respira un'aria magica...la gente si diverte...bevo il mio cosmopolitan tra le note di Summertime...mi giro a guardare fuori dalla finestra e vedo le carrozze con i cavalli che continuano a girare alle porte di Central Park...sul marciapiede accanto all'Oak room passa una ragazza col cappello in testa e l'aria birichina...mi sorride e mi strizza l'occhio...quasi con la consapevolezza di chi osserva la vita all'interno di un quadro di un'altra epoca...

E' stata una serata stupenda...che auguro ad ognuno di voi...La magia di quella notte all'Oak room...

Xoxo Keep in touch Newyorkers...

(My picture by Peter Lueders)

No comments:

Post a Comment